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Analisi semiseria di chi commenta i post- parte 1

Federica Tamanini 13 febbraio 2020

Oggi ci prendiamo un po’ in giro.

Vi sarà sicuramente capitato di leggere i commenti ad un post e rimanere senza parole.

Diciamo che la fretta attanaglia tutti e c’è sempre più difficoltà a concentrarsi su testi più lunghi

di due righe.

Vediamo insieme le categorie più ricorrenti ?

Quelli che amano ripetere i concetti

Ok, il marsupio non va bene. Dopo 37 commenti uguali l’autore del post lo avrà sicuramente capito. Il senso di scrivere la stessa cosa degli altri 36 sopra? Probabilmente sono fedeli al motto Repetita iuvant.

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Quelli che seguono

Un post può interessare più persone e non si vogliono perdere eventuali risposte. Facebook ci ha regalato l’opzione “attiva le notifiche del post” ma pare sia un trucco da hacker. L’utente normalmente usa commentare con Seguo, il discreto con un puntino e il mimetico con una Gif (finge coinvolgimento emotivo ma in realtà vuole solo seguire). Mi è capitato di attendere con trepidazione i commenti ad un mio post. Nessuna risposta ma ben 3 Seguo. Almeno non ero da sola.

Quelli che vedono complotti ovunque 

Parli di galline ovaiole e poi arriva quello delle teorie strampalate . Fioccano i link di siti attendibili come marito a fare la spesa (=0). Di solito conclude con un (scegliere a caso) “moriremo tutti , siamo un esperimento globale, le galline ovaiole sono agenti CIA”.

Quelli che si inseriscono 

“Scusa se uso il tuo post , ma anch’io ho la stessa fascia in vendita a 10 € in meno. Se da fastidio cancello il commento (faccine a caso).” Cosa puoi dire ? Nulla. Perdi speranza nell’Umanità in tre righe di testo.

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Quelli che rispondono a caso

Se ne escono con sentenze lapidarie e quando chiedi spiegazioni , ammettono di averlo solo letto in qualche non ben precisato gruppo. Simile a chi sostiene una tesi perché “lo ha detto la mia consulente”. Quando ne chiedi il nome viene fuori che in realtà era la consulente della cugina. O il benzinaio.

Quelli che non leggono 

Ahimè , la categoria più folta . Sempre per rimanere in ambito babywearing, provate a postare una foto di un marsupio Chicco e chiedere notizie riguardo alla maglietta indossata dalla modella. Minimo:

-27 “non è ergonomico”;

- 3 seguo;

- 1 legge, comprende e risponde “non so”;

- 2 si arrabbiano con le altre mamme dicendo che tra mamme dobbiamo aiutarci;

- 1 si inserisce e chiede perché non è ergo il marsupio;

- 2 dicono che la maglia fa schifo.

Quelli che “sono me stesso”

Con la scusa del “sono me stesso” , le persone si sentono autorizzate a rispondere con maleducazione e zero empatia . Qualcuno ve lo deve dire . Se siete così , per favore fingete di essere qualcun altro.

CONTINUA LA PROSSIMA SETTIMANA!

Ricordati che abbiamo un gruppo su facebook in cui parliamo tanto. E pure su instagram non siamo da meno.

 

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