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Giochi in acqua! Esperienze di acquaticità neonatale

Federica Gerosa 14 giugno 2019

Sempre più diffusa, l'acquaticità neonatale sta diventando un must per quasi tutti i nuovi nati. Abbiamo chiesto ad un'esperta di raccontarci perchè ed in cosa consiste.

 

“Quando mamma mi ha portato in piscina a fare acquaticità per la prima volta, mi è sembrato di tornare nella mia prima casa. L’acqua calda, le coccole, la leggerezza, le capriole: mi sono sentito di nuovo nella sua pancia. E mi sono detto Vuoi vedere che nuotare è imparare a vivere volando?”
Federica e Matteo, mamma e papà di Andrea

“Fare acquaticità con mia figlia è ritagliarci un momento tutto per noi ed una coccola settimanale! E sono consapevole di dare un supporto allo sviluppo della sua motricità”
Francesca, mamma di Gisella

“Ho scelto di fare acquaticità con mia figlia quando aveva 5 mesi, così fin da subito avrebbe potuto stare a contatto con l’acqua… e io da mamma avrei potuto capire come comportarmi con la mia piccola qualora avesse bevuto acqua o quando va sott’acqua; per affrontare una mia paura e gestire al meglio la situazione. È poi un momento di coccole e relax mamma e figlia; vedo che la mia bimba si diverte e le piace un sacco. Sono stata contentissima!!”
Francesca, mamma di Celeste

Le parole di mamme e papà narrano della dolcezza di un’esperienza in acqua coi propri bimbi fin dai primi mesi.

Ma quali benefici porta ai bambini? E quali ai genitori?

L’acqua è un elemento che avvolge, culla, sostiene e richiama al neonato sensazioni e vissuti noti, che hanno permeato la sua esistenza durante i mesi della gestazione, offrendo quindi una continuità esperienziale al piccolo.
A livello fisico lo stimolo sensoriale dato al corpo dall’acqua è fonte di piacere per il bambino e la quasi totale assenza di gravità gli permette movimenti più fluidi e numerosi che a terra, favorendo la scoperta e conoscenza del proprio corpo e promuovendo lo sviluppo motorio e della coordinazione. Il neonato affina progressivamente movimenti volontari, sempre più precisi, mentre permangono per alcuni mesi dopo la nascita alcuni riflessi innati, come quello di apnea e natatorio.

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Nell’acqua l’abbraccio della mamma o del papà, l’essere contenuto e coccolato, crea l’opportunità di un momento relazionale intenso, fatto di ascolto e di sguardi per scoprirsi e conoscersi reciprocamente.
Elemento emergente nei percorsi di acquaticità è l’opportunità anche per mamma e papà di imparare, attraverso l’esperienza ludica, a conoscere meglio il proprio bambino scoprendone qualità e competenze ed acquisendo maggior sicurezza in sé stessi e fiducia nel bambino.

Gli incontri offrono lo spazio alle esperienze di gioco, accompagnate da varie tipologie di materialedidattico, adatto alle diverse età e competenze dei piccoli, e spesso anche dal canto.
Il divertimento e la condivisione in gruppo promuovono la socializzazione tra famiglie che stanno attraversando insieme un periodo particolare del proprio percorso, quello di diventare genitori; questo offre un terreno educativo ed esperienziale anche per i bambini, che hanno l’opportunità di interagire con altre figure adulte e relazionarsi con altri bambini.

Quali timori frenano i genitori?

Possono esserci, da parte dei genitori, ansie e timori a partecipare ad attività in acqua, legati alle stagioni (caldo/freddo), a difficoltà gestionali dei ritmi del bambino legati a fame/sonno o agli spostamenti. Solitamente questi percorsi vengono proposti in strutture che abbiano acqua calda sopra i 32°C. Ed anche l’ambiente ha la sua importanza: che sia accogliente e caldo, poco
rumoroso e poco affollato, in modo che gli stimoli per i bimbi siano contenuti, che faciliti il genitore nel gestire i momenti dei cambi. L’operatore può dare tutte le necessarie indicazioni in merito. Va osservato che l’attività in acqua può essere anche un elemento che favorisce l’appetito ed il sonno.

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Stare in acqua non presenta controindicazioni particolari anche per bimbi molto piccoli; se l’acqua non fosse molto calda meglio aspettare almeno i 3 mesi del bimbo. Molti corsi iniziano proprio da qui: quando il bimbo si fa più curioso verso il mondo e inizia ad osservare e cercare gli oggetti!
Solo problemi di salute importanti possono precludere la partecipazione.
L’obiettivo del percorso è comunque il piacere: di stare in acqua, di stare insieme e di relazionarsi. Ed attraverso il divertimento di promuovere la crescita e l’apprendimento!
… e può proseguire in modo continuativo nel tempo!
E ora siete pronti a tuffarvi ed immergervi coi vostri bimbi in un mondo di coccole, giochi, relazione e…nel caldo abbraccio dell’acqua?

 

Ringraziamo Claudia per la spiegazione! Vi lasciamo i suoi contatti se aveste piacere di partecipare ad uno dei suoi corsi in acqua o a una delle tante iniziative che propone:

Claudia Gratton
Educatrice Perinatale – Consulente del Portare – Referente Certificata Il Parto Positivo e Babybrains®

telefono: 348/3269727
indirizzo mail: gratton.claudia@outlook.it
facebook: @crescereinsieme.tn

 

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