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Babywearing e macchina da cucire secondo Farisa Cinti

Secondo appuntamento con le interviste alle mamme del babywearing. Abbiamo fatto due chiacchiere con Farisa Cinti, mamma portatrice e artigiana.

Due chiacchiere con Farisa Cinti, tra borse e babywearing

Ciao Farisa, ci parli di te in poche righe?

La mia vita è talmente semplice che bastano davvero poche righe per descriverla… sono una mamma, sono una bagmaker e da grande sogno di diventare una vera pellettiera! Per ora, mi diverto a cucire le borse per le donne e le mamme portatrici e non. Da ragazzina ho fatto un corso di taglio e cucito e da allora la macchina da cucire è la mia migliore amica. Insieme abbiamo passato momenti divertenti e momenti impegnativi, sempre però mettendoci impegno, cuore e passione.

Cosa significa per te Babywearing ?

Ho incontrato il mondo del babywearing nel mio corso formativo come educatrice e ho subito pensato che l’avrei usato qualora fossi diventata mamma, infatti Iris Zoe è stata portata fin dalle prime ore dalla sua nascita. Ho sempre pensato che portare i bimbi, specialmente così piccoli, pelle a pelle, avrebbe agevolato nel nuovo ruolo di mamma tutte le donne. Babywearing è spesso stato il nostro salvavita.

Quando e perché hai deciso di prendere in mano la macchina da cucire ? 

Come dicevo prima, la sartoria è sempre stata una mia grande passione. Ho ago e filo in mano dall’età di 15 anni e quando poi sono diventata mamma ho sfruttato le mie conoscenze in questo campo affiancandole al mondo del babywearing, infatti, amando le cose fatte a mano, ho creato per noi e, successivamente, anche per altre mamme, il nostro primo marsupio ergonomico in collaborazione con delle consulenti in modo da poter offrire sempre un prodotto sicuro e garantito. Poi, col tempo, diventando la richiesta molto impegnativa, ho preferito sospendere la produzione di strutturati per dedicarmi solo alle borse babywearing. 

Come sono nati i modelli delle tue borse?

Portando la mia bimba, avvertivo la necessità di una borsa più pratica e comoda essendo le borse che utilizzavo prima decisamente poco funzionali. Così ho progettato la mia 4 in 1 Promena, largamente usata da molte mamme, essendo una borsa portabile: a spalla, a tracolla, a zaino e marsupio vita ma anche agganciabile al passeggino (come tutti i successivi modelli). Crescendo la mia bambina cambiavano anche i miei bisogni e, quindi, dopo varie prove è nata Travel Bag, una borsa da tutti i giorni: capiente, funzionale, femminile e trasformabile con un semplice gesto da borsa spalla a zainetto. Nel frattempo, seguendo anche le richieste delle affezionate clienti, sono nati vari altri modelli. Ognuno con caratteristiche particolari, adatte prevalentemente a chi porta con fascia o marsupio.

Domanda scomoda. In questi anni ci sono state produttrici che si sono ispirate alle tue borse ? Come lo hai vissuto ? 

Mi fa piacere se posso essere fonte di ispirazione per qualche produttrice tuttavia, da subito, ho scelto di dedicare il mio tempo, la mia attenzione e le mie coccole a una piccola nicchia con cui amo interfacciarmi e interagire. Ho preferito concentrarmi su quanto di meglio posso dare alle mie clienti senza prestare attenzione a quello che fanno le altre. Così come faccio nella vita, anche nel lavoro, quando devo ispirarmi, lo faccio guardando chi è avanti a me e che stimo. Inoltre le mie borse sono talmente uniche, curate nei singoli dettagli, targettizzate, brandizzate e caratteristiche che sono le clienti stesse a scegliere di farsi una borsa da me piuttosto che acquistare una imitazione. Capita spesso infatti che, anche senza alcuna etichetta in vista, molte clienti hanno riconosciuto da lontano i miei modelli. 

Quali sono le fasce che ti hanno fatto innamorare ?

È difficile rispondere a questa domanda perché, in un modo o nell’altro, tutte le fasce con cui ho lavorato mi sono piaciute: per il pattern, per i colori o per il blend. Ci sono state, nel corso del tempo, fasce che ho comprato anche 3 o 4 volte. Piaciute tantissimo a me come alle mie clienti. Ricordo, ad esempio, la “Starry Night Midnight Van Gogh” tessuta da Natibaby con cui ho creato decine di borse, o la “Breastfeeding Sitting Mama” sempre di Natibaby che ha fatto letteralmente innamorare tutte le mamme. Delle ultime uscite hanno riscosso successo la “Farfalla Tramonto” tessuto da Solnce e la “Elegantia” tessuta da Yaro. Mi piace tanto lavorare anche con la “Baroque” tessuta da Avolvè azienda made in Italy. Mentre, se devo invece scegliere uno scrap con cui fare LA borsa (il modello Klem), sicuramente opto per una Argus Artipoppe pattern sobrio, elegante e adatto a questo tipo di borsa. Il mercato delle fasce è talmente vario e in continua evoluzione che elencare tutte quelle che mi hanno colpito e che mi sono piaciute nel corso degli anni farebbe diventare la risposta un papiro!

Qual è la creazione della quale sei più orgogliosa?

Come per ogni mamma “ogni figlio è un pezzo di cuore”! Quindi è arduo scegliere…molto probabilmente la borsa più completa, tanto da definirla “LA borsa”, è il modello Klem. Evoluzione di Travel Bag, questo modello può essere portato a: mano, avambraccio, tracolla e zainetto. Ha la capacità di cambiare look diventando un bauletto agganciando i due passanti laterali. Non solo, grazie a una prolunga, può diventare una borsa monospalla. 

Dietro a ogni modello di borsa non c’è solo un fattore estetico ma, soprattutto, c’è uno studio tecnico pensando al suo uso finale. Curo personalmente tutti i dettagli di ogni borsa; ad esempio: Travel Bag ha una fodera interna idrorepellente (attenzione: non impermeabile!) perché, essendo una borsa tutta stoffa, in caso di pioggerellina o schizzi accidentali di acqua, l’interno rimane protetto. Anche la minuteria viene scelta e posizionata sul modello in base a delle caratteristiche funzionali. Per conoscere e apprezzare tutte le altre caratteristiche posso solo che invitarvi ad acquistarne una.

Come sarebbe stata la tua vita senza il Babywearing ?

Probabilmente avrei continuato a fare l’educatrice…ma vuoi mettere come sarebbe stato triste il mondo del babywearing senza le mie borse!?! Scherzo…

Sicuramente senza Iris Zoe non avrei iniziato a cucire borse babywearing né avrei trasformato la mia passione per il cucito in un lavoro, infatti, nel 2018 ho aperto la partita IVA. Ora ho una pagina Facebook molto seguita, un profilo Instagram in continua crescita, un sito web attualmente in manutenzione per delle migliorie che a giorni tornerà operativo. Le clienti hanno chiesto anche di avere a disposizione una Community su Facebook dove potersi scambiare dritte, consigli e acquistare le mie borse.

Un suggerimento per chi volesse seguire le tue orme ? 

Il suggerimento che mi sento di dare nell’ambito creativo è: non seguire le mie orme ma crearsi le proprie, “cucirsi” addosso il proprio brand, renderlo personalizzato e differenziarsi…

Al mondo c’è spazio per tutti, cerca la tua isola felice e lì costruisci il tuo futuro, solo così avrai soddisfazione in tutto quello che fai.

Nell’ambito lavorativo, invece, suggerisco di creare un proprio modello pensando a un determinato target di clienti. Farsi conoscere. Essere professioniste. Non scendere mai a compromessi. Non curarsi di quello che fanno gli altri ma andare avanti per la propria strada. Quanto prima, quando quello che produci capisci che ha mercato, regolarizza la tua posizione; questo darà professionalità, importanza e affidabilità al tuo nome.

Se volete contattare Farisa, ecco i suoi recapiti: Facebook , Instagram e gruppo Facebook .

Noi come sempre ci vediamo nel nostro gruppo Facebook e su Instagram

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Frida

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